I provinciali

25/03/2005

Venerdì santo col sonoro

Sant'Angelo a Scala - Le campane si sciolgono solo alla mezzanotte tra sabato e domenica. Più che una regola, è una tradizione. Come la pastiera, la pizza "chiena". Niente messe, solo rosari, di giovedì santo la lavanda dei piedi, di venerdì la via crucis. Ma anche un funerale può far gridare allo scandalo. E Don Luciano si è ritrovato contro decine di anziane, legatissime alla tradizione che vuole le campane mute, "attaccate" come si dice. Tutte, volto tirato, animo agitato quasi inviperito, erano davanti alla chiesta di San Giacomo Apostolo. "Don Luciano ci sta portando via le tradizioni". E non importa che le campane suonassero a morto, per un funerale in corso. Peggio ancora: di morto c'è solo Gesù. Detto a denti stretti, quasi fosse un parente prossimo. Nella piazzetta di Sant'Angelo a Scala, nel raggio di pochi metri, ci sono chiesa, municipio, bar e chiesetta sconsacrata e occupata. I punti giusti per far correre le voci e le invettive. Contro il parroco, don Luciano, che ha spodestato don Vitaliano, che ha spezzato la tradizione delle campane, che ha voluto la sua via crucis. E a proposito di vie crucis: cristi che portano la parrucca e la croce ogni venerdì santo si moltiplicano. Ogni paese ha il suo, ma a Sant'Angelo ogni parrocchia ha il suo. Di parrocchie ufficiali per la verità ce n'è una. Eppure succede che la processione per crocifiggere Cristo si sdoppi, mentre il parroco resti uno e solo, con pochi accoliti. Mentre gli altri seguono il parroco che non c'è più. E' successo anche questo. Dopo le campane che suonano a morte per un defunto comune, la via crucis si è sdoppiata: un percorso a Don Luciano e una decina di fedeli, quelli intransigenti, contrari al "progressismo" di don Vitaliano che si sono ritrovati a seguire il prete accusato ora di rompere tutte le tradizioni; mentre l'altro percorso riservato a soci e amici di "O' Ruofolo", il circolo che ha occupato la chiesetta sconsacrata e che sostiene la battaglia di don Vitaliano. Strano rimescolo di ruoli, perché vicino a quelli di "O' Ruofolo" c'erano le stesse vecchiette che protestavano poche ore prima per quel "concerto" stonato del venerdì santo, le più ligie alle tradizioni dei riti pasquali accato a quei rivoluzionari -scapestrati-comunisti-mangiabambini-no global che l'Abate di Montevergine si rifiuta di ricevere.
E pensare che questa volta Vitaliano proprio non c'entra. Le campane le ha sciolte don Luciano. Lui, prete sospeso a divinis pro tempore (sei mesi, poi si vedrà), ha persino dichiarato che a Pasqua non assisterà alla messa. "Non posso celebrare - si limita a dire don Vitaliano - ho deciso di impormi un digiuno eucaristico. C'è questa forma di accanimento nei miei confronti e ho deciso di privarmi della cosa più importante per un prete, la messa".

Postato da Iprovinciali alle 21:05 | link | commenti (8) |

 

Blogger: Iprovinciali
Nome: Gabriella Bianchi
33 anni, adesso sono 33. Ho gli anni palindromi. Continuo a lavorare in un giornale. E ogni tanto mi chiedo se lavoro veramente. I miei sono convinti di no. Io me ne accorgo la sera, quando guardo l'orologio e puntuale chiama il tipografo: "Avete chiuso? non ancora? no, e che è successo oggi? Il giornale non esce!"
"Sono stanco che il mio lavoro venga letto nei cessi...
La gente leggeva Dostoevskij nei cessi... Ma non in una cagata sola..."
Jeff Goldblum & Kevin Kline,
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